Coronavirus: le basi psicologiche dell'aderenza alle norme di distanziamento sociale

Published: Jun 2, 2020 by G.A. Travaglino

Il nuovo coronavirus COVID-19 imperversa nel mondo, e interi Paesi hanno implementato lockdowns e imposto norme di distanziamento sociale. L’aderenza a queste norme è estremamente importante, anche - anzi, soprattutto - ora che il numero di nuovi contagi sta calando.

Il distanziamento rimane una delle poche strategie a nostra disposizione per maneggiare la convivenza con un virus di cui conosciamo ancora poco. Ma quali sono i valori e le credenze che si associano ad una maggiore aderenza alle norme di distanziamento?

La fiducia nel governo e l’aderenza alle norme

Per esaminare la questione, con il mio collega Chanki Moon (Leeds Beckett University), abbiamo recentemente condotto uno studio volto ad indagare le basi psicologiche dell’aderenza alle norme di distanziamente sociale. Lo studio (al momento, in peer review) ha coinvolto circa 1800 persone provenienti da Stati Uniti, Italia e Corea del Sud, e prende in esame una serie di costrutti diversi (tra cui anche le response emotive di vergogna e colpa, di cui parleremo in futuro). Una bozza completa (in inglese) dell’articolo è possibile leggerla qui.

In questo post, ci concentriamo su uno dei risultati dello studio, vale a dire gli effetti della fiducia nell’azioni governative - a parer mio una delle variabili più interessanti tra quelle incluse.

La fiducia nelle azioni del governo si riferisce alla percezione che il governo sta agendo in maniera competente e onesta. Ci sono molte evidenze che questa variabile gioca un ruolo importante perché, come dimostrato in molti contesti diversi, dalle emergenze sanitarie a quelle terroristiche, il grado di fiducia nel governo è solitamente associato ad un maggiore rispetto delle regole. Rispettare regole e procedure può, a sua volte, salvare vite.

Lo studio empirico

Nello studio, abbiamo chiesto ai partecipanti quanto loro si fidano delle azioni del governo nei confronti del coronavirus (1 = per nulla, 7 = completamente). Il grafico sottostante mostra le medie delle risposte divise per Paese:

Le persone riportano una fiducia nel governo abbastanza alta in Italia (M = 5.32) e Corea del Sud (M = 5.27). La fiducia è sostanzialmente minore negli Stati Uniti (M = 3.43). Per chi ha seguito la risposta al coronavirus dell’amministrazione federale statunitense, questo risultato non dovrebbe risultare particolarmente sorprendente.

Ai partecipanti è stato anche chiesto la loro aderenza ad una lista di sei comportamente tipicamente raccomandati dai governi (ad esempio, le richiesta di uscire il meno possibile, o lavarsi spesso le mani). Facendo la media di queste sei domande (ciascuna misurata su una scala da 1 a 7) si è ottenuto un punteggio complessivo di aderenza alle norme di distanziamento. I risultati, divisi per Paese, sono rappresentati nel grafico sottostante:1

In generale, i livelli dichiarati di aderenza alle norme sono molto alti in Italia (M = 6.39) e Stati Uniti (M = 6.27), ancor più che in Corea (M = 5.68). Questo dato, probabilmente, riflette la situazione oggettiva nei diversi Paesi, nei quali - al momento di raccolta dati, in Aprile - le restrizioni imposte e le strategie di contenimento del coronavirus erano diverse.

L’associazione tra fiducia e aderenza alle norme

Abbiamo poi esaminato se ci fosse un’associazione tra la percezione di fiducia e l’aderenza alle norme di distanziamento. Come ipotizzato, i dati mostrano l’esistenza di un’associazione positiva tra la due misure. Le persone che hanno maggiore fiducia nel governo dichiarano anche un grado di aderenza maggiore alle norme di distanziamento sociale. Ma con un’importante eccezione, come il grafico sottostante mostra:

Il grafico pone sull’asse delle ordinate la fiducia, su quello delle ascisse l’aderenza alle norme, e mostra la relazione lineare tra le due variabili in ogni Paese. Mentre la relazione tra le variabili è positiva in Italia e in Corea del Sud (all’aumentare del punteggio di una variabile, aumenta anche il punteggio dell’altra), la relazione negli Stati Uniti è piatta, praticamente indistinguibile (da un punto di vista statistico) dallo zero.2

Le basi culturali della fiducia nel governo

L’ultimo punto riguarda i valori socio-culturali che predicono la fiducia nel governo nei diversi paesi. Capire quali sono questi valori è importante perché ci dà un’idea dei significati che le persone attribuiscono a questo tipo di fiducia nei diversi contesti.

In questo studio, abbiamo misurato l’approvazione di una combinazione di valori riguardanti la due dimensione dell’eguaglianza-diseguaglianza (chiamate “orizzontalità-verticalità” nella letteratura scientifica) e quella dell’independenza-interdipendenza (chiamata individualismo-collettivismo). I risultati hanno mostrato che, mentre in Italia e in Corea i valori di orizzontalità e interdipendenza sono associati ad una maggiore fiducia nelle azioni del governo, negli Stati Uniti è la combinazione tra verticalità e interdipendenza che è associata alla fiducia.

In altre parole, in Italia e Corea del Sud, la percezione della fiducia nel governo è guidata da sentimenti di connessione agli altri e eguaglianza, mentre negli Stati Uniti è guidata dall’approvazione delle diseguaglianze tra i gruppi sociali a l’aderenza a valori gerarchici.

Per concludere

L’articolazione tra valori culturali, fiducia nel governo e aderenza alle norme sociali mostra un pattern abbastanza chiaro.

Va innanzitutto chiarito che da questi risultati - dati i metodi utilizzati - non possiamo trarre conclusioni di causa-effetto. Possiamo, tuttavia, affermare che, ove la fiducia è radicata in valori di solidarietà con gli altri, essa predice una maggiore aderenza a norme che - oltre a proteggere la propria persona - proteggono anche il prossimo. Ove, invece, questa fiducia è legata all’approvazione di relazioni gerarchiche tra i gruppi, essa non si associa in maniera statisticamente significativa all’aderenza alle norme di distanziamento sociale.

Lo studio ci permette di capire quali fattori sono legati e predicono l’aderenza alle norme, e ci offre anche uno sguardo ai diversi significati che le persone attribuiscono a queste azioni e percezioni.

Nel prossimo post parleremo del ruolo del senso di vergogna.


  1. Le medie presentate nello studio originale sono lievemente diverse da quelle rappresentate qui perché nello studio stimiamo variabili latenti che hanno maggiore precisione. L’interpretazione dei risultati è identica. 

  2. Le bande intorno alle linee rappresentano gli intervalli di confidenza delle nostre stime. Intervalli più stretti indicano un dato più ‘preciso’. 

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